venerdì 3 gennaio 2014

Capitolo 1 - Capodanno

Non sono tipo da grandi festeggiamenti io. Non ho mai 
organizzato quel tipo di festini che iniziano prima della mezzanotte e finiscono se tutto va bene a pranzo del giorno dopo, ubriachi e immemori di ciò che è accaduto la notte prima.

Una volta ho festeggiato un bel capodanno. Era il 2010, aspettavamo con ansia il 2011 e tutto ciò che di bello ci avrebbe portato. O forse no.

Però io ero felice, ricordo chiaramente quel momento, quasi come se l’avessi vissuta all’esterno del mio corpo. Io ero davanti a me, a noi, e ci guardavo. E ricordo perfettamente quella sensazione che mi pervadeva da capo a piedi. 
Potevo essere alla festa più grande e più bella, o potevo essere in macchina fermi all’autogrill sul raccordo a guardare i fuochi d’artificio e festeggiare con qualche camionista.
C’era lui lì con me, W, e nulla poteva sconvolgere la mia 
felicità.

Ma quello era secoli fa. Ormai era passato ed io non ero stato più felice come da quel capodanno.
E’ strano ciò che accade quando una 
persona entra nella tua vita. Si attivano dei meccanismi per i quali sembra che tutto prenda una prospettiva diversa.
E W era entrato nella mia vita in modo prepotente, come il famoso principe azzurro che corre sul suo cavallo bianco, uccide la strega cattiva e viene a salvare la 
principessa.

Ma di principi azzurri ce ne sono pochi al mondo, e la maggior parte di loro sono già impegnati. Perché si sa, quando una persona vale ci vuole ben poco prima che trovi la sua metà.
Eppure io ero stato così fortunato da trovare il mio principe azzurro lì ad aspettarmi, quasi servito su un piatto d’argento.

Non ho mai pensato che qualcuno come W potesse interessarsi ad un semplice Valerio.

Dopotutto io che cosa avevo di speciale? Cosa potevo dargli che lui non avesse già?
Eppure con la sua semplicità e la sua tranquillità era riuscito a vedere in me più di quanto io stesso vedessi.
 Me lo diceva sempre, W sapeva le cose prima ancora che io le pensassi.
E non è cosa da tutti.

E dal momento in cui era entrato nella mia vita io avevo fatto di tutto per evitare a W di uscirne.
Non che ce ne fosse bisogno.
Stranamente, per la prima volta nella mia vita, non ero io quello che si affannava e rincorreva.

Io ero quello amato.
Quel nostro primo capodanno sapevo sarebbe stato solo il primo di tanti.

Già mi immaginavo la nostra vita da sposati, con la nostra baita in montagna, la neve attorno ed una grande tavola imbandita piena di leccornie e bevande di ogni tipo.
E noi eravamo lì, alla porta, sorridenti mano nella mano, guardavamo fuori ed accoglievamo i nostri amici che venivano per festeggiare con noi il nuovo anno. 
Ed io ero felice. Veramente felice. Come non lo ero mai stato.

Ma torniamo al presente. Ché tanto di futuri romantici e fantastici ce ne facciamo ben poco.
Mi divertivo, non ho mai detto di no. Però ero lì che fissavo lo schermo dell’iphone e aspettavo qualcosa. Ma cosa?

Dante era insieme a Salvo chissà dove, ed io non avevo nessun diritto di starci male.

In fondo, come mi era stato ricordato più volte, io non ero nessuno.

Sembrava una cosa stupida da dire, però era importante da sottolineare.
Più me lo ripetevo e più ci stavo male. Ogni volta che dovevo ricordarmelo era come infilzarmi con un tizzone ardente dritto alla bocca dello stomaco.

Però non potevo lamentarmi, non avevo diritto neanche a quello. Perché in fondo me l’ero cercata io, nessuno mi aveva obbligato ad iniziare una cosa del genere con un ragazzo fidanzato, e per questo meritavo
tutto quello che mi stava accadendo.

Guardo lo schermo, è whatsapp, è Dante. 
Mi ha mandato una foto, stanno mangiando le cose che ha preparato lui. E mi scappa un sorriso. Stupido me.

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